
Quando iniziare lo svezzamento?
Mai prima dei 4 mesi ma entro il 7° mese di vita.
Non viene indicata un’età precisa perché è variabile da bambino a bambino, bisogna osservare i bisogni e le capacità del neonato per capire quale sia il momento giusto. Ecco cosa valutare:
- Riesce a stare seduto e la testa è allineata con il tronco, non ciondola avanti e indietro
- Riesce ad afferrare il cibo e portarlo alla bocca
- Mastica e deglutisce, il cibo non cade\cola dalla bocca
- È interessato a quello che mangiano i genitori
Inoltre, dopo i 6 mesi di vita, il latte potrebbe non essere più sufficiente per garantire i fabbisogni nutrizionali, per esempio di Ferro, Zinco e vitamina D.
Intorno ai 6 mesi è il periodo in cui le funzioni gastro-intestinali maturano per metabolizzare correttamente il cibo, è il periodo in cui cresce il desiderio di conoscere e imitare, e il bambino ha bisogno di fare nuove esperienze sensoriali.
Uno svezzamento tardivo, dopo la 26° settimana di vita, rischia di rendere più difficile l’accettazione dei nuovi sapori e consistenze del cibo, e rischia un probabile deficit di minerali e vitamine.
Ogni bambino ha i suoi tempi per tutto, per iniziare a mangiare, per iniziare a camminare e a parlare… non forzare nulla, non paragonarlo agli altri bambini e rispetta serenamente i suoi tempi. Nel frattempo puoi stimolarlo in questo modo:
- Se sveglio, portalo a tavola durante i pasti, senza distrazioni di tv\cellulare
- Tummy time: durante la giornata, lascialo a pancia in giù per un po’
- Proponi giochini da mordere o massaggia gengive

Il piatto dello svezzamento
Il piatto dello svezzamento è molto diverso da quello degli adulti. Infatti la maggior parte del piatto (il 50%), deve essere costituito da fonti di carboidrati (come farine, cereali o pasta), una buona quota da grassi buoni (circa il 40%, come olio extra vergine di oliva, avocado ecc.) e una piccola parte da una fonte proteica, che non deve necessariamente essere presente in tutti i pasti principali. E la fibra? Come puoi vedere il grafico iniziale, la fibra non è neanche presente, perché i bambini non ne hanno bisogno! Sono sufficienti 1-2 cucchiaini di verdura passata e frutta per pasto.
Quali alimenti evitare durante lo svezzamento (e non solo!)
Durante lo svezzamento e per i primi 12-24 mesi di vita del neonato, ci sono degli alimenti che bisogna evitare:
- zucchero fino ai 2 anni: zucchero da tavola aggiunto alle preparazioni\latte, biscotti (anche il classico “biscottino nel latte”), merendine, brioche, caramelle e lecca-lecca, succhi di frutta, dolci, gelati, cioccolato ecc.
- miele, per rischio botulino fino ai 2 anni
- funghi fino ai 12 anni (gli studi non sono chiari, ma per non rischiare, meglio evitare)
- latte vaccino fino ai 12 mesi
- tutti i prodotti con dicitura “light”
- cereali e prodotti integrali, da consumare occasionalmente
- pesci di taglia grande: tonno, salmone, ricciola, pesce spada, agone, leccia
- sale fino ai 2 anni
- carne, pesce e uova crudi o poco cotti
- prodotti confezionati della grande distribuzione (snack, merendine, patatine, junck-food ecc.)
- bevande zuccherate o gassate: succhi di frutta, cola, the, ecc.
- caffè, tè, alcol (neanche un goccio per porta fortuna!)

Svezzamento e allergie alimentari
Durante le prime settimane di svezzamento si può proporre anche gli alimenti allergizzanti. Infatti, un ritardo nella loro introduzione non ridurrà la probabilità di avere un’allergia alimentare!
Principali alimenti allergizzanti:
- latte vaccino
- uova
- pesce e crostacei
- frutta secca
- grano
- soia
- sesamo

Il mio consiglio: introdurre un allergene alla volta, non più di no per pasto\giorno. Alcune ricerca scientifiche suggeriscono di iniziare con metà uovo ben cotto e poi con l’arachide. Partire da piccole quantità per monitorare l’eventuale reazione allergica e una volta esclusa l’allergia, l’alimento va mantenuto nell’alimentazione settimanale per mantenere la tolleranza.
Come si manifesta un’allergia alimentare? I sintomi gastrointestinali sono quelli più frequenti, nausea, vomito, mal di pancia, scariche, o sintomi cutanei come rossore, orticaria, gonfiore della bocca, o sintomi respiratori. Solitamente di manifestano dopo pochi minuti dall’ingestione e entro le 2 ore.
Lo shock anafilattico è la forma più grave ma per fortuna la meno probabile. Con la crescita molte allergie vanno a scomparire.
Conclusione
Lo svezzamento rappresenta un momento fondamentale nella crescita del bambino, non solo per l’introduzione di nuovi alimenti, ma anche per lo sviluppo di abitudini alimentari sane e durature. Affrontarlo con serenità, ascoltando i bisogni del proprio bambino e seguendo i consigli di pediatri e nutrizionisti, aiuta a costruire un rapporto positivo con il cibo. Ricordiamoci che ogni bambino è diverso e che il percorso dello svezzamento deve rispettare i suoi tempi, gusti e necessità. La pazienza, la curiosità e la condivisione a tavola sono gli ingredienti migliori per accompagnare i più piccoli in questa nuova avventura.
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