fertilità maschile e alimentazione

Le cause dell’infertilità sono spesso difficili da identificare, ma gli studi scientifici affermano che i fattori legati alla salute, allo stile di vita e il tipo di alimentazione seguita, influenzano la fertilità maschile e femminile. 

Negli uomini, ciò che influenza la fecondazione sono le anomalie nel numero degli spermatozoi, nella morfologia e nella motilità. Anche lo stress ossidativo è un fattore che può influenzare la qualità dello sperma e il potenziale di fecondazione.

Nutrire gli spermatozoi

Molti studi affermano l’importanza di una sana alimentazione per supportare la fertilità maschile e, quindi, la spermiogenesi, fin dall’infanzia e adolescenza. Al contrario, invece, ci sono dati discordanti per quanto riguarda l’assunzione di integratori specifici per la fertilità maschile. Vediamo insieme quali sono i nutrienti fondamentali per una buona spermiogenesi.

Vitamina A e fertilità maschile

La vitamina A svolge un ruolo importante nella salute riproduttiva maschile e femminile. La vitamina A supporta il sistema immunitario, contrasta le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e quindi protegge le gonadi e i tessuti riproduttivi dallo stress ossidativo. L’acido retinoico, un metabolita della vitamina A, induce la spermiogenesi nell’infanzia e nell’adolescenza e influenza la morfologia e la quantità degli spermatozoi. La carenza della vitamina A può indurre la sospensione della spermiogenesi. Gli alimenti ricchi di vitamina A sono quelli colorati di giallo, rosso e arancione: agrumi, peperoni, pomodoro, carote ecc.

Vitamina B12 e B9 (folato)

La vitamina B12, in combinazione con il folato, abbassa i livelli di omocisteina nel sangue. Questa reazione chimica è importante per la fertilità maschile, e femminile, perché una iper-omocisteinemia crea un ambiente tossico che riduce la quantità, qualità e motilità degli spermatozoi. La vitamina B12 si trova in tutte le fonti alimentari di origine animale. Per questo motivo, vegetariani e vegani, per evitare delle carenze, dovrebbero assumere un integratore di B12.

Sebbene alcuni studi non abbiano mostrato alcuna relazione tra l’assunzione alimentare di folati e la qualità dello sperma, altri suggeriscono un effetto positivo dell’assunzione di folati sulla salute riproduttiva maschile. L’integrazione di folati è stata positivamente associata a minore danno spermatico, maggiore densità spermatica, normale morfologia spermatica, qualità complessiva dello sperma superiore e negativamente associata a infertilità maschile.

Vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, ha varie funzioni fisiologiche tra cui l’aiuto nello sviluppo dei tessuti e degli ormoni, e il suo ruolo di potente antiossidante riducendo il danno ossidativo cellulare.

La vitamina C assunta attraverso gli alimenti va a nutrire il liquido seminale, ne aumenta la qualità proteggendo il DNA dello sperma dal danno ossidativo. L’acido ascorbico può rappresentare il 65% dell’attività antiossidante seminale e influisce sull’integrità e sulla struttura dello sperma promuovendo un ambiente in cui lo sperma può prosperare, svilupparsi e riprodursi, riducendo al minimo i difetti strutturali e funzionali ( 86 ). 

 Una maggiore assunzione di vitamina C nella dieta è stata associata a un ridotto danno al DNA dello sperma, mentre bassi livelli di vitamina C seminale sono stati associati a una maggiore frammentazione del DNA dello sperma negli uomini infertili ( 99 ).

Le fonti di alimentari di vitamina C sono agrumi, kiwi, ananas, frutti di bosco, peperoni, pomodori, cavoli ecc.

Vitamina D

La vitamina D è necessaria per la spermatogenesi e la maturazione dello sperma. Infatti sono stati trovati recettori della vitamina D nelle cellule di Leydig testicolari, nella prostata, nelle vescicole seminali e nello sperma. La vitamina D modula il colesterolo e i trigliceridi nelle membrane della testa dello sperma, che sono importanti per la protezione del DNA dello sperma e possono potenzialmente avere un impatto sulla vitalità, la motilità e la capacità di fertilizzazione dello sperma. Diversi studi hanno dimostrato che uomini infertili con carenza di vitamina D avevano meno spermatozoi mobili, una minore globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) e un rapporto testosterone/estradiolo inferiore rispetto a uomini con buoni valori di vitamina D. La principale fonte di vitamina D è quella endogena in seguito all’esposizione solare. Gli alimenti da cui possiamo trarre la vitamina D sono sgombro, tonno, salmone, olio di fegato di merluzzo, formaggi grassi.

Vitamina E

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La vitamina E è importante come antiossidante e protettore della membrana spermatica ed è importante nel promuovere la motilità e la corretta morfologia degli spermatozoi. Gli studi randomizzati hanno mostrato una migliore motilità degli spermatozoi e una ridotta perossidazione lipidica negli spermatozoi a seguito dell’integrazione di vitamina E e selenio. La vitamina E si trova in semi di girasole, mandorle, nocciole, avocado, gamberi, olive, olio extravergine di oliva, cicoria, more.

Ferro

Il ferro è essenziale per eiaculare la fluidità e mantenere il pH dello sperma entro un intervallo funzionale. Il ferro è un nutriente essenziale per il mantenimento di globuli rossi sani, che trasportano ossigeno nel sangue ai vari tessuti, tra i quali anche i testicoli. Gli individui con anemia falciforme spesso hanno una fertilità compromessa; è noto che gli uomini con questa condizione hanno ridotto il volume dell’eiaculato, la densità dello sperma, la motilità e la morfologia.

Allo stesso modo, un sovraccarico di ferro comporta il rischio di effetti dannosi per il sistema riproduttivo maschile, con ridotta spermatogenesi e danni al DNA dello sperma per la sua azione ossidante.

Alimenti ricchi id ferro sono carni, fegato, frattaglie, uova, pesce, legumi e frutti di mare.

Calcio

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Il calcio svolge un ruolo nella salute riproduttiva grazie ai suoi effetti sull’omeostasi della vitamina D, sull’infiammazione, regola la motilità e la funzione degli spermatozoi. La principale fonte alimentare è l’acqua! Ricordiamo che alla base di una sana alimentazione c’è un adeguato apporto di acqua giornaliero che permette di mantenere in salute il nostro organismo con effetti positivi anche sulla fertilità maschile.

Glutine

La celiachia è un’enteropatia autoimmune-mediata dell’intestino tenue caratterizzata da intolleranza al glutine alimentare. La celiachia è associata a sintomi extra-intestinali, come infertilità e diminuzione della densità ossea.

La risposta infiammatoria al consumo di glutine negli individui con intolleranza al glutine così come lo stato nutrizionale compromesso a causa della malattia, possono essere correlati a una ridotta morfologia e motilità degli spermatozoi. Nella celiachia non trattata si possono verificare bassi livelli di testosterone e conseguenti squilibri ormonali che possono causare ipogonadismo e quindi interruzione della funzione riproduttiva.

Ulteriori conseguenze della celiachia non trattata negli uomini includono carenze di micronutrienti. Questi possono essere folato, vitamina A, vitamina E, zinco e selenio, essenziali alla fertilità.

Tuttavia, seguendo una dieta senza glutine, i parametri seminali possono aumentare e la fertilità può essere ripristinata.

Caffeina

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Gli studi che collegano il consumo di caffeina a vari esiti sulla salute rimangono incoerenti. Ciò può essere dovuto, in parte, a differenze genetiche nel metabolismo della caffeina. Un soggetto che metabolizza più lentamente la caffeina e che faccia ampio consumo di caffè, ha un maggior rischio di malattie cardiovascolari.

Ci sono prove che suggeriscono che il consumo di caffeina è associato ad una maggiore incidenza di danni al DNA negli spermatozoi. Altri studi, invece, hanno riportato che il consumo di 1-2 tazze di caffè americano al giorno abbia un effetto positivo su parametri seminali (quantità, qualità e motilità); mentre, il consumo di 0 o più di 2 tazze al giorno abbia effetti negativi. Potrebbe esserci una relazione inversa tra una maggiore assunzione di caffeina negli uomini e una minore fecondità, ma sono necessari ulteriori studi.

Grassi e fertilità maschile

Le diete più ricche di grassi possono portare a disturbi ormonali, una mancanza di approvvigionamento energetico testicolare, riduzione della motilità e della funzione, e diminuzione della qualità dello sperma. Il fattore più importante quando si analizza la relazione tra grassi alimentari e fertilità negli uomini è il tipo di grasso, poiché il rapporto tra grassi insaturi e saturi può influenzare la qualità dello sperma.

Omega-3

Diversi studi suggeriscono che i grassi Omega-3 siano il componente più importante nelle membrane spermatiche, contribuendo alla motilità e fluidità degli spermatozoi, nonché al potenziale fertile degli spermatozoi. Livelli maggiori di omega-3 rispetto agli omega-6 e livelli maggiori di acidi grassi polinsaturi sugli acidi saturi, corrispondono a parametri seminali migliori.

Gli omega-3 si possono trovare in olio extra vergine di oliva, olive, avocado, semi olesoi, frutta secca, pesce azzurro e di acque fredde.

Grassi saturi

Un’alimentazione ricca di acidi grassi saturi influenza negativamente la salute e ci predispone all’aumento di peso, all’obesità, al rischio di malattie cardiovascolari.

È stato dimostrato che i grassi saturi nella dieta influenzano negativamente la concentrazione degli spermatozoi, così come la loro scarsa motilità e morfologia. È stato dimostrato che il contenuto di grassi saturi nelle membrane spermatiche è più elevato negli uomini infertili, in particolare con astenozoospermia e oligozoospermia rispetto agli uomini normozoospermici.

Le linee guida per una sana alimentazione ci suggeriscono di ridurre il consumo di carni grasse, strutto, salumi, insaccati, formaggi grassi, per migliorare la fertilità maschile.

Zuccheri semplici

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Le linee guida dietetiche 2015-2020 per gli americani raccomandano un’assunzione non superiore al 10% delle calorie da zuccheri aggiunti. Gli zuccheri semplici si possono trovare in tutti i prodotti alimentari dolci, marmellate, zucchero da tavola, sciroppi dolcificanti, bevande zuccherate e succhi di frutta.

L’assunzione di zucchero può essere un fattore importante che contribuisce all’apporto calorico giornaliero e un eccesso può favorire lo sviluppo di malattie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, sindrome metabolica ma anche dislipidemie, insulino-resistenza, profilo ormonale alterato, stress ossidativo.

Gli studi ci dicono che un consumo eccessivo di zuccheri semplici riduce quantità, qualità, motilità degli spermatozoi. Diventa quindi fondamentale modificare la propria alimentazione per supportare al meglio la fertilità maschile.

Conclusioni

Nel complesso, le prove fino ad oggi suggeriscono che lo stato nutrizionale gioca un ruolo importante nella fertilità maschile e che le variazioni genetiche comuni influenzano il metabolismo dei nutrienti e la risposta all’assunzione dietetica. 

Gli uomini che soffrono di infertilità dovrebbero cercare supporto da biologi nutrizionisti e dietisti per garantire che l’assunzione dietetica soddisfi i requisiti per i nutrienti essenziali.

Per approfondimenti sulla alimentazione e fertilità femminile, clicca qui https://flaviacravottanutrizionista.it/alimentazione-e-fertilita-femminile/

Bibliografia

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33850777/

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