Come la dietoterapia può migliorare il quadro sintomatologico

L’aiuto da parte dell’alimentazione
L’endometriosi è una patologia tipica dell’età fertile e colpisce circa 1 donna su 10.
E’ caratterizzata dalla presenza di cellule endometriali (le cellule presenti nell’utero) al di fuori dell’utero. Queste cellule rispondono agli stimoli ovarici esattamente come quelle presenti nell’utero, causando un’amplificazione dei sintomi del ciclo mestruale (dolori pelvici e stanchezza fisica cronici) ed eccessiva perdita di sangue durante la mestruazione.
Alcune donne lamentano anche dolori durante i rapporti sessuali e possono avere difficoltà nella ricerca di una gravidanza. Il tessuto endometriale, infatti, può causare occlusione o danno alle tube di Falloppio, oppure possono formarsi delle cisti ovariche di natura endometriale riducendo la capacità e qualità ovarica.
Come l’alimentazione può aiutare le donne con Endometriosi?
Lo scopo di una dietoterapia per endometriosi deve essere quello di migliorare il quadro sintomatologico e ridurre il grado di infiammazione locale e sistemico.
La dieta deve quindi essere di tipo antinfiammatorio, caratterizzata da:

- Giusto rapporto di Omega-3\Omega-6: la dieta occidentale è caratterizzata dalla presenza, a volte eccessiva, di prodotti altamente industrializzati.
Si tratta di prodotti alimentari processati, trasformati, con additivi alimentari, ricchi di zuccheri semplici o dolcificanti artificiali e oli raffinati (ricchi di acidi grassi trans, pro-infiammatori).
L’uso quotidiano di questi prodotti alimentari porta ad un eccesso di Omega-6 nel nostro organismo, con azione pro-infiammatoria. - Basso carico glicemico e insulinemico dei pasti: dopo ogni pasto si verifica un aumento della glicemia (quantità di zucchero nel sangue) con conseguente aumento dell’ormone insulina.
Livelli alti di glicemia e insulina, protratti nel tempo, possono aumentare il grado di infiammazione sistemica, peggiorando i sintomi di endometriosi.
Pasti completi e ben bilanciati portano ad un innalzamento di glicemia e insulina non eccessivo, garantendo un buon controllo del quadro infiammatorio. - Adeguata presenza della fibra: la fibra, presente in frutta, verdura, cereali integrali e frutta secca è importante nella donne affette da endometriosi non solo per garantire il transito intestinale, ma anche per “catturare” gli estrogeni in eccesso presenti a livello intestinale ed eliminarli attraverso le feci. Bisogna, però, personalizzare la quantità e la qualità di fibra giornaliera, perché spesso l’endometriosi si accompagna a sintomi da colon irritabile.
In questi casi, un consumo eccessivo di fibra, porterebbe peggiorare i sintomi intestinali. - Moderato consumo di latticini: in presenza di colon irritabile e disbiosi intestinale, se ne consiglia la riduzione o eliminazione, in base alla gravità dei sintomi presenti.
La disbiosi intestinale si accompagna ad una mancata digestione del lattosio con conseguente gonfiore, dolore addominale, diarrea\stipsi, stanchezza.
Inoltre provoca un malassorbimento delle sostanze nutritive a livello intestinale e una aumentata permeabilità intestinale, con aumento dell’infiammazione locale e sistemica. Inoltre nei latticini sono presenti degli amminoacidi insulinogenici, in grado, cioè, di stimolare, in maniera più o meno marcata, la produzione di insulina.
Ricordiamo che alti livelli di insulina inducono un aumento dell’infiammazione.

- Riduzione\Eliminazione dello zucchero: lo zucchero da tavola e lo zucchero “nascosto” negli alimenti hanno un alto indice glicemico.
Una dieta ricca di zuccheri semplice va a peggiorare il quadro metabolico, ormonale e infiammatorio della donna con endometriosi. - Riduzione del consumo di soia: la soia contiene fitoestrogeni, molecole che possono modulare l’azione e l’effetto degli estrogeni nel nostro organismo.
Essendo l’endometriosi una malattia caratterizzata da estrogeno-dominanza, la riduzione della soia e dei suoi derivati può favorire un miglioramento dei sintomi in quelle donne che li consumano di frequente. - Adeguato apporto di vitamine del gruppo B (riducono stanchezza cronica), vitamina E (migliora i sintomi mestruali), Vitamina C e bioflavonoidi (azione antiossidante e anti-infiammatoria), Magnesio (riduce i dolori mestruali e pre-mestruali).
Colon Irritabile ed Endometriosi
Come già accennato, molte donne con Endometriosi soffrono anche di problemi gastrointestinali che, solitamente, si accentuano durante il periodo di ovulazione e durante la mestruazione.
In questi casi la dietoterapia deve concentrarsi primariamente sulla salute intestinale.
In una fase acuta dei sintomi, la riduzione quasi totale della fibra può migliorare il quadro patologico. Successivamente si prosegue con una dieta FODMAPs (Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides and Polyols) o un protocollo simile, da personalizzare in base a sintomi e stile di vita.

La dieta FODMAPs prevede l’esclusione di tutti quegli alimenti contenenti zuccheri fermentativi. Ci tengo a precisare che il protocollo alimentare va adattato al paziente perchè la tolleranza e digeribilità di un alimento possono essere diversi da persona a persona.
La salute intestinale è importante anche per regolare i livelli di estrogeni circolanti.
Gli estrogeni, dopo essere stati metabolizzati dal fegato e resi inattivi, vengono inviati all’intestino per essere poi eliminati con le feci. A livello intestinale vive un gruppo di batteri specifici, l’estroboloma, capace di riattivare gli estrogeni inattivi, permettendo di produrre livelli ottimali di estrogeni ematici.
In caso di disbiosi questa funzione potrebbe alterarsi con conseguente eccesso di estrogeno attivi, che tornano nel sangue contribuendo ad un disequilibrio ormonale e predisponendo o esacerbando una patologia estrogeno-correlata.
Fegato ed Endometriosi
Una delle funzioni del fegato è quella di rimuovere le sostanze tossiche dal nostro organismo come farmaci, droghe, metalli pesanti, alcol, caffeina, tossine varie ed ormoni in eccesso o già utilizzati.
Se il fegato è in difficoltà, gli estrogeni non vengono metabolizzati correttamente, il processo di detossicazione non termina e vengono immessi nel sangue dei metaboliti intermedi che sono tossici al nostro organismo.
Segnali di difficoltà epatica possono essere:
- Alti livelli di colesterolo e\o trigliceridi
- Irritazioni cutanee: eczemi, dermatiti, acne, orticaria
- Problemi digestivi, gonfiore addominale, costipazione
- Estrogeno-dominanza, ciclo mestruale lungo e doloroso, vampate di calore
- Disturbi del sonno
- Umore basso e\o ansia
Il consumo frequente di alcuni alimenti può aiutare il processo di detossicazione epatica, come: carciofo, tè verde, frutti rossi, olio extra vergine d’oliva, polline, cavolo.
Un valido aiuto può derivare anche dalla fitoterapia attraverso integratori di: Cardo Mariano, Rabarbaro Cinese, Ravanello Nero, Carciofo, Tarassaco, olii essenziali di menta e rosmarino.
Biografia
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23642910/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23419794/
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